Milano 2015: l’onda anomala dei giovani fai da te

È una marea gentile e anomala quella che sta per invadere Milano, la città che ospiterà Expo 2015 con l’imprescindibile tema della sostenibilità ambientale. 11 scuole hanno aderito a Manualità, un gioco da ragazzi, oltre 3000 persone tra bambini e insegnanti passano all’azione, cominciando a lavorare nei laboratori di fai da te, per i quali sono inviati nelle sedi gli start kit con le attrezzature. Ecco le scuole che hanno aderito e che stanno per aprire uno spazio-laboratorio all’interno della loro struttura:

Scuola Baroni, via Saponaro, 36/a, Scuola Feraboli, via Feraboli, 44, Scuola Thouar Gonzaga, via Brunacci, 4, Scuola Palmieri, via Palmieri, 2, IC Romagna, viale Romagna 16/18, IC Riccardo Massa, Via Brocchi, 5, IC De Andreis, Via De Andreis, 10, IC De Andreis, sede Dalmazia, via Dalmazia, 4, IC Ilaria Alpi, Sede Tre Castelli, via Balsamo Crivelli, 1, IC Nazario Sauro, Sede Vespri Siciliani, via Vespri Siciliani, 75, Civica Scuola Primaria per l’Educazione allo Sport e alla Musica, via San Giusto, 65.

Nei kit appena arrivati si trovano, oltre il tavolo da falegnameria, gli attrezzi manuali ed elettrici di base per compiere tutte le prodezze che si vogliono, basteranno entusiasmo, creatività e una buona guida.
Mentre EXPO 2015 punta a far riflettere sulla sostenibilità ambientale e sull’educazione al rispetto per Madre Terra, i ragazzi imparano a “toccare con mano” e in prima persona l’importanza di questi temi. Perché sostenibilità e rispetto cominciano anche quando si pensa che un oggetto si può creare da sé senza per forza comperarlo, che le cose costruite da soli hanno più valore e più personalità, che molte cose rotte si possono aggiustare, che molti materiali prima di diventare inquinamento e spazzatura hanno ancora molte cose da dire.

L’augurio è che ragazzi e insegnanti possano fin da subito condividere il piacere del fai da te con amici, familiari e compagni e che il “gioco” di sfidare se stessi nel costruire, aggiustare, inventare possa contribuire a fare di loro l’umanità sana del nostro e loro futuro.

Buon lavoro, ragazzi!

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