Il Castello Errante di Carpineti

Il Castello Errante di Carpineti (RE) approda a “Manualità, un gioco da ragazzi”.
Ma che cos’è il Castello Errante?
E’ un maniero fantastico, mutevole e in continuo movimento, il motore che lo muove è una fiamma magica, la voglia di genitori e bambini insieme di imparare costantemente arti nuove.
Oggi il Castello Errante ci porta, dai suoi favolisti viaggi nei mondi della fantasia, mosaici dalle coloratissime tessere trasportate da terre lontane e suggestive creazione in creta.

I giovani “viaggiatori nella materia” ci spiegano come realizzarne una simile alle loro.

E’ necessario avere un pane di argilla o creta, detta anche “terra da tornio”, un supporto dentro cui lavorare – qui i ragazzi consigliano di impiegare alcuni vasetti in plastica di diverse misure – e poi la pellicola in plastica da usare come intercapedine per poi staccare la creta dal supporto.
Si comincia partendo dal fondo e creando palline, asticelle o chiocciole a piacere; si uniscono tra loro fino a coprire tutta la superficie interna del recipiente, fino all’orlo.
Poi, con altra creta, si va a “cucire ” il tutto con un sottile strato.

Dopo pochi minuti si può già estrarre il pezzo e osservare il risultato decorativo ottenuto, poi però si deve riporre di nuovo nel contenitore, finché non avrà una consistenza sostenuta.
A questo punto, si toglie dal supporto e si lascia seccare all’aria per almeno 5 o 6 giorni, infatti, per una corretta realizzazione, quando si inforna la creazione dovrà essere perfettamente asciutta.
Due parole sul forno: deve essere un forno da ceramica in cui la cottura raggiunge temperature dai 700 / 800 gradi che durano 24 ore prima di poterlo aprire.
Infine, la decorazione, che può essere fatta con smalti ceramici o anche con colori acrilici.

Racconta Marzia Del Fabbro, l’animatrice del laboratorio “La creta è meravigliosa, oltre che per la sua duttilità, che consente di sbizzarrire la fantasia, anche per il valore educativo dell’approccio dei bambini. Infatti, dai suoi tempi di lavorazione e dai mutamenti che intervengono sulla materia, i bambini riescono a dare vita a forme originalissime liberando completamente la fantasia dentro la manualità e, dopo lo stupore iniziale, imparano a prevederne i cambiamenti e a pazientare, in attesa il risultato finale.”

E’ una vera fortuna che i ragazzi del Castello Errante,  siano arrivati dai loro viaggi fino a Manualità, un gioco da ragazzi. Raccontateci presto un’altra vostra avventura!

I.B.

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