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Matematica del vento: ragazzi all’avventura PDF Stampa E-mail

Un equipaggio di circa 150 ragazzi ha progettato, costruito, implementato una flottiglia di imbarcazioni e, sicuro del fatto suo, è salpato a vele spiegate: siamo a Ponzano Veneto (TV) e i protagonisti sono i ragazzi dell’Istituto Comprensivo Statale, che hanno sperimentato e assaporano tutt’oggi il brivido di quest’avventura chiamata “Progetto Optimist”.


In un’epoca in cui per “navigare” s’intende quasi sempre viaggiare comodamente seduti davanti a uno schermo alla volta del mondo virtuale, questi ragazzi ci ricordano che il suo significato principale del verbo profuma di mare, a volte agitato e si muove col vento inclemente, in un continuo confronto tra uomo e natura, dove la sfida non è mai pienamente risolta.

Come tutte le avventure che si rispettino, anche qui c’è un condottiero senza paura, il prof. Gianluigi Boccalon, insegnante di matematica. Ma i veri scopritori-navigatori sono i ragazzi che hanno partecipato e stanno partecipando al progetto: sono loro che hanno dovuto compiere un complesso viaggio nella matematica e nella fisica applicate alla navigazione, sono loro che hanno dovuto tirar fuori e scoprire dentro se stessi capacità complesse, che li hanno fatti diventare progettisti e ingegneri navali, artigiani e armatori.

E come tutte le avventure di mare, c’è un ricco diario di bordo: ripercorriamolo brevemente insieme.
Era il 2005 quando dalla Lega Navale di Treviso arriva al prof. Boccalon lo spunto di far sperimentare la costruzione di un’imbarcazione ai giovani della sua scuola media, l’idea è quella di unire una cospicua fase teorica di matematica, fisica e progettazione a una molteplice fase di laboratorio in cui i ragazzi possano applicare la teoria appresa, realizzando materialmente le imbarcazioni e condurle al battesimo dell’acqua in mare aperto.

Nel 2006 l’idea si concretizza, ma che cosa far costruire ai ragazzi?
La scelta è caduta sull’OPTIMIST, il famoso monoscafo a una vela lungo 2,30 m, usato come barca-scuola da tutte le associazioni di nautica e adatto a essere condotto da ragazzi tra i 6 e i 13 anni. Per costruire un’imbarcazione ci vogliono due anni, il primo anno trascorre in classe a imparare calcoli su calcoli e la precisione del disegno professionale; gli studenti, da veri navigatori, hanno atteso pazientemente il raggiungimento della meta, dopo l’anno di teoria, quello di laboratorio, non meno impegnativo ma certamente più divertente e appassionante. Nel 2008, il primo OPTIMIST ha il suo varo.

Intanto erano partiti già i lavori di progettazione di un secondo OPTIMIST, varato nel 2009 e nel 2011 è salpato nelle acque del mare locale l’OPTIMUM, una versione large dell’Optimist.

E veniamo ai nostri giorni. Attualmente sono in costruzione il TRUKY, un imbarcazione di fantasia di 3 m in materiale composito di legno, fibra di vetro, kevlar e termanto, e il DINGOS lungo 3,65 come il “Dinghy”, il natante al quale si ispira.

Per realizzare questa considerevole flotta fai da te, gli alunni della scuola hanno imparato a maneggiare trapano, avvitatore, la levigatrice a nastro, la raspa per il legno per le rifiniture, sono venuti in contatto con materiali particolari quali la resina epossidica, il mat (leggi: tessuto) di fibra di carbonio e di fibra di vetro, che rende lo scafo rigido e il mat di kevlar, che rende l’imbarcazione resistente (viene usato anche per i giubbotti antiproiettile!) .

Inoltre hanno dovuto trattare un altro particolare materiale: il termanto (nelle foto sono le sezioni di materiale azzurro-verde), un materiale leggerissimo che non assorbe acqua nella sua grammatura più densa e con i quali si può realizzare la struttura di riempimento della barca. Il termanto appositamente sagomato, diventa quindi la coperta dello scafo con anche funzione di galleggiante di salvataggio. 
Il TRUKY toccherà l’acqua nella tarda primavera del 2012.

Per il varo del DINGOS, dovremo attendere ancora un po’, sono state appena tracciate le prime curve sullo scalo.

E non si parlerebbe di veri navigatori se i ragazzi di Ponzano si accontentassero di conquistare mete già raggiunte. No, loro non si accontentano, e neppure noi nel seguire le loro nuove avventure.

Infatti, il DINGOS parteciperà all’iniziativa ”Laboratorio Territorio”, e sarà una delle imbarcazioni a raggiungere i luoghi del mare nei quali effettuare i campionamenti per le analisi chimico-fisiche e microbiologiche, insieme agli studenti dell’Istituto Tecnico Statale Enrico Fermi di Treviso.

Il lavoro realizzato dagli allievi dell’Istituto di Ponzano sarà servito non solo a imparare materie e manualità complesse ma si spingerà molto oltre, nella salvaguardia del nostro mare, il mare di tutti,  contro l’inquinamento e gli scempi ambientali.

Italiani: popolo di santi, poeti, navigatori e … ragazzi.

I.B.

 

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